2008
Fragilità nella mia forza calpesta le
sensazioni che potrebbero allontanare la voglia di sentirti mia anche quando la distanza
combatte per perderti ma invece esalta il desiderio per te rafforzando la voglia di
essere ancora insieme
Non farti prendere dalla pazzia ma usala spesso.
E vivrai più su, ma soprattutto vivrai adesso
Percorrendo l’argine del fiume appena sceso dalla montagna
vedo l’acqua ergersi dai massi e sovrastarli come il cammino
di questo sentiero mi impedisce di sentire che la libertà
è più facile dello scorrere di queste parole.
Quando la luce lascia spazio alle tenebre,
un brivido percorre la mente
e tutto assume una dimensione più umana.
La frenesia è rimpiazzata da una folle riflessione che unisce le anime
di chi come noi non comprende la corsa che percorre le teste di chi doma
l’irrazionale e lo chiude in una gabbia che apriamo per farci accompagnare
dal contenuto che prende coraggio quando nel buio le differenze si
smorzano
Il nostro sentiero si incontrerà con la scia del tuo cammino
quando avrai capito che non è così importante starci davanti
La nebbia non nasconde i tuoi lineamenti
che si ergono dal buio come lampi
nel cielo terso del mio desiderio
Le parole attraversano l’infinito,le senti anche attraverso i muri
riempiono il silenzio,creando melodie che colorano le vette da raggiungere
facendo di ogni sforzo un piacere da condividere
con chi accoglie queste note e ne fa una canzone
amalgamando le proprie sensazioni con le tue parole
filtrandole attraverso i raggi dei tuoi occhi
La cella in cui i miei pensieri vivono da quando sei apparsa all’orizzonte
è più grande del cielo della nostra esistenza
e quando la mia mente arriva a toccarne gli infiniti limiti
ecco che ti incontro e i miei sogni deragliano in una lucida pazzia
che mi fa desiderare nient’altro che l’impossibilità di tornare sui binari
Quando caddi dal vuoto della normalità
mi ritrovai in ciò che era veramente normale
ma misconoscendolo lo sfumai nel mio pensiero come qualcosa di folle
solamente quando capii che l’unione dei momenti prima e dopo la caduta
erano la mia normalità fu allora che cominciai a vivere
Quando pensi di aver finito la tua corsa
puoi vedere una luce che ti ricorda che sei ancora vivo
è come quando i raggi del sole raggiungono il mare e risorgono nei tuoi
occhi
vengono dal mare ma ciò che appare nella tua mente è nato lontano dalle
onde
è qualcosa che già conoscevi ma che non vedevi prima
potrebbe essere qualunque cosa ma soprattutto la tua immagine che illumina
più del sole
Elimina dal tuo essere quelle ombre
che i picchi delle tue vittorie hanno creato
oscurando le praterie della tua mente
sopraffatte dalla forza della finzione
ma capaci di ergersi una volta liberate
I miei passi rompevano il silenzio della calle
e chi mi faceva compagnia era solamente la mia immagine
che prendeva forma sull’acqua grazie alla luce dei lampioni
quando cercavo di scorgere giù dai ponti l’ambiguità del profondo
e di misurarmi con esso attraverso la notte
consumavo la mia canna che si mescolava al nettare divino che portavo con
me
creando una lucidità che mi avrebbe permesso di entrare al Paradiso
dove un nugolo di gente schiamazzava evitando quella presenza mentale
che mi permetteva di inoltrarmi nella selva di menti
senza quasi scorgere i lineamenti del mio interlocutore
fino a quando il mio sguardo incrociò Sabrina dando senso al mio vagare
vedendo l’incarnazione di una mente in estasi che zittiva il locale
moltiplicando il mio piacere che non si sarebbe placato
neanche quando repentinamente lei sparì nel buio
lasciandomi queste righe nell’anima
2010
La tua
pazzia traspare un sillogismo che esiste solo dentro la mente mia.
Mi sento
scivolare da un crepaccio che porta alla materializzazione dei miei
sentimenti per quella sensazione che mitiga il desiderio di certezze
respirando di te Sabrina che ferisci come lo scoppiare della vita.
Percorrendo l’argine del fiume appena sceso dalla montagna vedo l’acqua
ergersi sui massi e sovrastarli come il cammino di questo sentiero mi
impedisce di sentire che la libertà è più facile dello scorrere di queste
parole.
Se della
morte qualcosa vuoi capir forse quello che ti dico dovrai sentir c’è
nell’aria qualcosa ok poniamo che non sia così che non mi sono ancora
spiegato ma quello che ti ho dato ti farà sapere che c’è un dubbio che
forse quello che non hai capito ti aiuterà a capire.
Quello
che ti vuoi sentir dire è qualcosa che pochi uomini sentono nell’aria è
qualcosa che quando ti dicono ti mette in imbarazzo che scalfisce quella
corazza e apre finalmente il tuo mondo come un fiore sboccia e colora la
vita.
La
varietà di sensazioni che fluttuano nella vita attraverso lo sguardo della
gente mi imbarazza aprendomi una timidezza abbronzata dalla tua
espressione amica.
In
questa notte di note e sensazioni la mia mano scorre veloce grazie al
fatto che il mio animo è ostacolato dall’ignoto del suo pensiero e da chi
mi vede strano perché ci penso disperatamente ma la forza dell’uncino è
vinta dall’amore che mi permette di scrivere questo quattro righe di
risposta a chi non serve le capisca ma che temo proporre a chi mi si
rivolge con violenza la mano è presa dagli aneliti che dallo stomaco
rimbalzano al cervello uscendo dal cuore e quello che dico è pensato in un
mare di calma che esplode dalla penna che finalmente sono riuscito a
fermare.
Sentivo
che stavano arrivando nessuno poteva impedirmi di uscire da lì mi sistemai
i capelli e scappai in boxer cercavo rifugio e correvo correvo sempre
all’erta ma li sentivo sempre più vicini allora chiamai la polizia ma non
arrivava preso dall’angoscia mi nascosi in spiaggia ma li sentivo presenti
ovunque io fossi poi pensai che forse non esistevano e infatti
sparirono.
Arrivi e
vai come il vento mi avvicino a fatica remando contro il soffio potente
del tuo essere ma ogni pagaiata è un piacere al massimo dello sforzo la
corrente contraria cessa provocando un’esplosione di flutti che bagna il
mio cuore arso.
Il mio
sguardo è provocato dal contatto del fumo con i raggi di luce filtrati da
quella pianta che si estende nella mia mente illuminata.
Il tuo
dolce movimento attraverso i prati delle mie percezioni risveglia in me il
desiderio di tornare bambino scoprendo l’innocenza della tua
espressione.
Guardando il mare che si infrange dove tento di arrivare vedo il tuo
profilo che mi avvicina a sognare di poter toccare oltre il limite della
marea dove tu prendi corpo come un’onda creata dal nulla ma potente tanto
quanto quell’energia che sprigioni quando la tua espressione si arrabbia e
mi travolge facendomi toccare la tempesta che mi porta oltre il confine
tra il bene e il male.
La rotta
che ci unirà entra nelle tenebre della nebbia dove potremmo capire che il
punto dove i binari si incontrano è vicino liberando la mente alla
spontaneità che è ignota come il mare dove salterà il treno.
Non
permetti alla luce di superare quella barriera che le mie sensazioni
possono superare grazie a quella espressione che i tuoi occhi emanano
dando forza alla mia anima. Probabilmente nel mio cammino ho
superato la corteccia dell’anima più volte ma dirmelo mi ha dato una
sensazione che la mia fragile difesa da tempo non sentiva. Perché
non fumarsi il lembo che protegge le vette della mia pazzia dal mare della
normalità?.
Esprimersi sul domani senza averlo conosciuto cavalcare quello che ancora
non hai saputo parlane solo se pensi di non aver ancora vissuto.
Per
capire dove voglio arrivare non seguirmi perché nemmeno io lo so dove vuoi
arrivare visto che mi spingi e non posso vedere dove stiamo andando.
Il tuo
toccarmi senza colpirmi entra come la sorpresa ad accorgerti senza stupore
che sei tu nello specchio.
Volare
oltre le nuvole è più facile l’aria è pura ed entri in contatto con la
rarefazione del tuo pensiero.
L’eclisse toglie le differenze senza chiederti perché.
Lo scudo
ti si presenta quando sente un’arma che difende la tua mente.
Sovrapponiti nudo alle sue sensazioni emanate dal nostro essere seguendo
la linea che divide il bene dal buio e troverai un flash che va oltre
l’orizzonte.
Oziando
nei contorni della mente mia trovo una malattia contagiata dal lampo
lasciato sul mare quando te ne sei andata via.
Gli
oscuri sentieri che trovo nella mia anima lussureggiati dal calore della
tua apertura si fermano davanti allo specchio quando non serve che vadano
oltre e toccano la realtà di questa mela marcia sopraffatta dalla
cattiveria.
Il
gabbiano torna allo stormo collegando il cammino sul ciglio alla mente di
chi non sa cosa troverà alla fine della linea.
Schiacciare il freno dell’emozione togliendo i presupposti frizionando la
fantasia affinchè la macchina si fermi.
Stai
alle regole e agisci lo stesso.
Appoggiando l’occhio per un attimo sul mondo che ti circonda…saprai.
E se
tutti leggessero i tuoi pensieri come scaleresti la montagna?La discesa
porterebbe ad un lago che è proprio lì.
Punto
estremo punto sovrapposto punto d’incontro è questo il punto.
L’ho
udito correre nella mente entrare lambendo il confine ma ora è solo una
foglia caduta non invano.
C’è un
confine tra il bene e l’eternità è come la sensazione tra chi si vuole
bene riportata alla realtà.
La luce
come la pubblicità entra in casa e non te ne accorgi se la segui.
Quello
che ho dentro arriva al confine oltre il male è come un airone che sta
atter rando su di un letto di spine.
Ci avevi
sperato invece sono ancora qua tanto quanto ci sei già.
Percorre
le nostre menti non ci dice di essere passata come quando mi hai sorriso
senza saperlo.
Se ti
volti e vedi te stesso allora sei pazzo.
L’albero
respira quello che non ti ho voluto dire quando sei apparsa e lo hai
detto.
La
liturgia dei tuoi pensieri mi saluta come il canto delle lucciole è
guidato dall’espressione dei nostri occhi.
Il rosso
dell’alba che fagocita i nostri pensieri mi ha detto ciao come la tua
immagine impressa nel suo iride.
Assumo
quello che sento e cogliamo nell’amalgama dei nostri sorrisi uniti da un
colpo come il nostro.
Gli
spruzzi sono guidati dai nostri pensieri che si rivolgono a lei come tu
esci dall’acqua colpendoci.
Sono
tronco perché tu non ti fai segare.
Increspi
le mie onde come il vento mi avvicina a te.
La
nullità dell’essere di tutte le anime che fingono di esserti superiore ma
che si presentano in una stupidità dalle cui basi il mio essere ne trae
spunto ma lo elimina sapendo che il sentimento non può essere superato
dalla esaltazione del mio essere estasiato dalla presenza di
Sabrina.
Io non
ci sto al discorso visto che qualcosa di rosso entra entra in un lembo del
mio cervello e ne allarga i confini mentre faccio il discorso.
Un lago
ti introduce nel mio fiume che esce nel mare della speranza.
Transita
nei momenti in cui ci riconosciamo e va colta mentre sorridi.
Risplenderai per sempre nei miei occhi illuminati dal riflesso sullo
specchio di una luce che non morirà mai.
La
risposta cercala fra le nuvole che disegnano i contorni della mente.
Cerca di
alleggerire il pensiero prima di parlare come se una libellula muovesse i
colori della tua mente ma se già lo fai parla più leggermente.
Il
dubbio che imperversava in me è esploso in un caleidoscopio esaltato dalla
sua apparizione che ha lambito la mia tempesta.
Perché
parlarne perché pensarci non ne esco più grazie al fatto che ne sto
scrivendo. Mi hai detto no come il leone cerca di non ferire la
libertà degli uomini che eppure gli si rivoltano contro.
La tua
lucentezza mi lascia stordito come il dubbio del perché non ricordo il tuo
nome. L’arido essere che delinea i contorni dell’esistenza di chi
come me non comprende chi non prova sensazioni come questa si infuoca
quando i tuoi occhi sorridono ma non dicono cosa pensi.
Cerca di
guardare oltre il confine e vedere che non c’è una fine.
Hai
sconquassato le leggi del mio pensiero esaltandone i lineamenti come
fossero di un bambino.
Quando
ti ho visto la costellazione delle mie sensazioni si è illuminata come se
il tuo pensiero avesse creato un altro sole.
Mi ha
spinto a parlarvi come la terra viene colpita dalla dolcezza di una stella
cadente che lambisce senza colpire.
Il
bagliore si riflette grazie ai tuoi occhi che mi indicano la via.
La
libertà si esprime anche attraverso un attimo insieme come questo che può
essere sancito da una sensazione vissuta corpo a corpo come la libertà di
questa penna. L’impero della solitudine viene sovrastato da una voce
che mi ribalta l’anima come il tuo spontaneo movimento.
Fammi
entrare il tuo suono che umilia i pensieri bui riemersi con la follia ma
capaci di colorarsi con la tua pazzia.
Cavalchi
i tuoi pensieri come un volo entra nei suoi pori uscendo dai tuoi
occhi.
Lo
scoglio interrompe il volo delle mie vibrazioni increspando il mio
sentimento.
Il vuoto
sarà riempito dal tuo-entrando in contatto le nostre mani si uniranno
lottando contro chi non capisce che le nostre anime hanno bisogno-mai
l’unghia trafiggerà quel sottile attimo che ci imbarazza-se qualcuno ti
ferirà,ferirà anche me sovrastandolo con una rosa-uscirò dal tuo pensiero
solo se lo vorrai e ci cureremo insieme della follia che avvolge il
quotidiano-la libertà,la libertà ci amerà trasmettendola a chi ci sta
intorno come un cane che ti da la zampa e tu sai già che voleva dartela ci
riavvicineremo nei momenti bui esaltandoci in un’esplosione che giustifica
la domanda sarà per sempre?. Nei confini della solitudine c’è una
speranza che percorre la mente di Alessia troppe volte stancata da chi non
pensa a quei confini.
Abbattiamo quel velo di omertà nel quale abbiamo posato la nostra
spontaneità unendoci in volo senza oscurità.
Le mie
giornate si colorano con il tuo sorriso spontaneo che rimargina le mie
istintive mani allucinate dal viaggio del tuo sguardo.
Il sogno
nascosto del dubbio pazzo della liberazione delle nostre anime.
Ti
ringrazio per avermi dato quella speranza che il dubbio pazzo possa
risolversi con uno sguardo,come fai ad esistere?come un’emozione che si
ripete trasportata dal tempo,Alessia si fa trasportare dal vento senza
pensare troppo ed io ci penso al tuo vento che fuso col mio crea un
vortice che include tutti e tutto compreso l’usignolo che mi dice va
avanti come quando stiamo insieme e non mi chiedo cosa dovrei dire.
Se sei
entrato e stai leggendo non guardarti alle spalle ma cerca di ritornare
scambiando queste righe per quello che la tua mente esprime.
La tua
assenza mi comprime fino a riportare in luce le sensazioni che avevi
lasciato navigare nella mia mente seguendo una scia che arriva
all’infinito.
Il volo
dei nostri riflessi mentali si materializza con la prenotazione del
cammino del pazzo con la nostra banalità.
Inerpicati nel sentiero che sventra i nostri dolori esaltandosi fino
all’umiltà.
Perché
non cerchi di guardarti attorno e di capire che in fondo basta così poco
per toccare l’anima volando sopra i tuoi pensieri oltre la realtà.
La
folgore che abbaglia il sorriso del nostro vagare attraverso lo specchio
in cui si erge la nostra voglia di gridare illumina la timidezza di chi
come loro non vola nella giungla della spontaneità.
Vola,arriva,toccami forza che la sensazione non può toccarmi oltre
l’energia che sprigiona l’unione dei nostri corpi che si uniscono in un
volo che rasenta la pazzia dalla quale non riesci ad andare oltre se non
fraintendendo queste righe.
2011

Andrea x Elisa Toffoli

Massimo Rispetto.
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