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© Andrea Rigo


 


 2008


Fragilità nella mia forza calpesta le sensazioni che potrebbero allontanare la voglia di sentirti mia anche quando la distanza combatte per perderti ma invece esalta il desiderio per te rafforzando la voglia di essere ancora insieme

Non farti prendere dalla pazzia ma usala spesso. E vivrai più su, ma soprattutto vivrai adesso


Percorrendo l’argine del fiume appena sceso dalla montagna vedo l’acqua ergersi dai massi e sovrastarli come il cammino di questo sentiero mi impedisce di sentire che la libertà è più facile dello scorrere di queste parole.


Quando la luce lascia spazio alle tenebre, un brivido percorre la mente e tutto assume una dimensione più umana. La frenesia è rimpiazzata da una folle riflessione che unisce le anime di chi come noi non comprende la corsa che percorre le teste di chi doma l’irrazionale e lo chiude in una gabbia che apriamo per farci accompagnare dal contenuto che prende coraggio quando nel buio le differenze si smorzano

Il nostro sentiero si incontrerà con la scia del tuo cammino quando avrai capito che non è così importante starci davanti

La nebbia non nasconde i tuoi lineamenti che si ergono dal buio come lampi nel cielo terso del mio desiderio

Le parole attraversano l’infinito,le senti anche attraverso i muri riempiono il silenzio,creando melodie che colorano le vette da raggiungere facendo di ogni sforzo un piacere da condividere con chi accoglie queste note e ne fa una canzone amalgamando le proprie sensazioni con le tue parole filtrandole attraverso i raggi dei tuoi occhi

La cella in cui i miei pensieri vivono da quando sei apparsa all’orizzonte è più grande del cielo della nostra esistenza e quando la mia mente arriva a toccarne gli infiniti limiti ecco che ti incontro e i miei sogni deragliano in una lucida pazzia che mi fa desiderare nient’altro che l’impossibilità di tornare sui binari


Quando caddi dal vuoto della normalità mi ritrovai in ciò che era veramente normale ma misconoscendolo lo sfumai nel mio pensiero come qualcosa di folle solamente quando capii che l’unione dei momenti prima e dopo la caduta erano la mia normalità fu allora che cominciai a vivere

Quando pensi di aver finito la tua corsa puoi vedere una luce che ti ricorda che sei ancora vivo è come quando i raggi del sole raggiungono il mare e risorgono nei tuoi occhi vengono dal mare ma ciò che appare nella tua mente è nato lontano dalle onde è qualcosa che già conoscevi ma che non vedevi prima potrebbe essere qualunque cosa ma soprattutto la tua immagine che illumina più del sole

Elimina dal tuo essere quelle ombre che i picchi delle tue vittorie hanno creato oscurando le praterie della tua mente sopraffatte dalla forza della finzione ma capaci di ergersi una volta liberate

I miei passi rompevano il silenzio della calle e chi mi faceva compagnia era solamente la mia immagine che prendeva forma sull’acqua grazie alla luce dei lampioni quando cercavo di scorgere giù dai ponti l’ambiguità del profondo e di misurarmi con esso attraverso la notte consumavo la mia canna che si mescolava al nettare divino che portavo con me creando una lucidità che mi avrebbe permesso di entrare al Paradiso dove un nugolo di gente schiamazzava evitando quella presenza mentale che mi permetteva di inoltrarmi nella selva di menti senza quasi scorgere i lineamenti del mio interlocutore fino a quando il mio sguardo incrociò Sabrina dando senso al mio vagare vedendo l’incarnazione di una mente in estasi che zittiva il locale moltiplicando il mio piacere che non si sarebbe placato neanche quando repentinamente lei sparì nel buio lasciandomi queste righe nell’anima

 

 

 2010

La tua pazzia traspare un sillogismo che esiste solo dentro la mente mia.      

Mi sento scivolare da un crepaccio che porta alla materializzazione dei miei sentimenti per quella sensazione che mitiga il desiderio di certezze respirando di te Sabrina che ferisci come lo scoppiare della vita.      

Percorrendo l’argine del fiume appena sceso dalla montagna vedo l’acqua ergersi sui massi e sovrastarli come il cammino di questo sentiero mi impedisce di sentire che la libertà è più facile dello scorrere di queste parole.      

Se della morte qualcosa vuoi capir forse quello che ti dico dovrai sentir c’è nell’aria qualcosa ok poniamo che non sia così che non mi sono ancora spiegato ma quello che ti ho dato ti farà sapere che c’è un dubbio che forse quello che non hai capito ti aiuterà a capire.      

Quello che ti vuoi sentir dire è qualcosa che pochi uomini sentono nell’aria è qualcosa che quando ti dicono ti mette in imbarazzo che scalfisce quella corazza e apre finalmente il tuo mondo come un fiore sboccia e colora la vita.      

La varietà di sensazioni che fluttuano nella vita attraverso lo sguardo della gente mi imbarazza aprendomi una timidezza abbronzata dalla tua espressione amica.      

In questa notte di note e sensazioni la mia mano scorre veloce grazie al fatto che il mio animo è ostacolato dall’ignoto del suo pensiero e da chi mi vede strano perché ci penso disperatamente ma la forza dell’uncino è vinta dall’amore che mi permette di scrivere questo quattro righe  di risposta a chi non serve le capisca ma che temo proporre a chi mi si rivolge con violenza la mano è presa dagli aneliti che dallo stomaco rimbalzano al cervello uscendo dal cuore e quello che dico è pensato in un mare di calma che esplode dalla penna che finalmente sono riuscito a fermare.      

Sentivo che stavano arrivando nessuno poteva impedirmi di uscire da lì mi sistemai i capelli e scappai in boxer cercavo rifugio e correvo correvo sempre all’erta ma li sentivo sempre più vicini allora chiamai la polizia ma non arrivava preso dall’angoscia mi nascosi in spiaggia ma li sentivo presenti ovunque io fossi poi pensai che forse non esistevano e infatti sparirono.      

Arrivi e vai come il vento mi avvicino a fatica remando contro il soffio potente del tuo essere ma ogni pagaiata è un piacere al massimo dello sforzo la corrente contraria cessa provocando un’esplosione di flutti che bagna il mio cuore arso.      

Il mio sguardo è provocato dal contatto del fumo con i raggi di luce filtrati da quella pianta che si estende nella mia mente illuminata.      

Il tuo dolce movimento attraverso i prati delle mie percezioni risveglia in me il desiderio di tornare bambino scoprendo l’innocenza della tua espressione.     

Guardando il mare che si infrange dove tento di arrivare vedo il tuo profilo che mi avvicina a sognare di poter toccare oltre il limite della marea dove tu prendi corpo come un’onda creata dal nulla ma potente tanto quanto quell’energia che sprigioni quando la tua espressione si arrabbia e mi travolge facendomi toccare la tempesta che mi porta oltre il confine tra il bene e il male.      

La rotta che ci unirà entra nelle tenebre della nebbia dove potremmo capire che il punto dove i binari si incontrano è vicino liberando la mente alla spontaneità che è ignota come il mare dove salterà il treno.      

Non permetti alla luce di superare quella barriera che le mie sensazioni possono superare grazie a quella espressione che i tuoi occhi emanano dando forza alla mia anima.       Probabilmente nel mio cammino ho superato la corteccia dell’anima più volte ma dirmelo mi ha dato una sensazione che la mia fragile difesa da tempo non sentiva.       Perché non fumarsi il lembo che protegge le vette della mia pazzia dal mare della normalità?.      

Esprimersi sul domani senza averlo conosciuto cavalcare quello che ancora non hai saputo parlane solo se pensi di non aver ancora vissuto.      

Per capire dove voglio arrivare non seguirmi perché nemmeno io lo so dove vuoi arrivare visto che mi spingi e non posso vedere dove stiamo andando.       

Il tuo toccarmi senza colpirmi entra come la sorpresa ad accorgerti senza stupore che sei tu nello specchio.      

Volare oltre le nuvole è più facile l’aria è pura ed entri in contatto con la rarefazione del tuo pensiero.      

L’eclisse toglie le differenze senza chiederti perché.      

Lo scudo ti si presenta quando sente un’arma che difende la tua mente.      

Sovrapponiti nudo alle sue sensazioni emanate dal nostro essere seguendo la linea che divide il bene dal buio e troverai un flash che va oltre l’orizzonte.      

Oziando nei contorni della mente mia trovo una malattia contagiata dal lampo lasciato sul mare quando te ne sei andata via.      

Gli oscuri sentieri che trovo nella mia anima lussureggiati dal calore della tua apertura si fermano davanti allo specchio quando non serve che vadano oltre e toccano la realtà di questa mela marcia sopraffatta dalla cattiveria.      

Il gabbiano torna allo stormo collegando il cammino sul ciglio alla mente di chi non sa cosa troverà alla fine della linea.      

Schiacciare il freno dell’emozione togliendo i presupposti frizionando la fantasia affinchè la macchina si fermi.      

Stai alle regole e agisci lo stesso.      

Appoggiando l’occhio per un attimo sul mondo che ti circonda…saprai.      

E se tutti leggessero i tuoi pensieri come scaleresti la montagna?La discesa porterebbe ad un lago che è proprio lì.      

Punto estremo punto sovrapposto punto d’incontro è questo il punto.      

L’ho udito correre nella mente entrare lambendo il confine ma ora è solo una foglia caduta non invano.      

C’è un confine tra il bene e l’eternità è come la sensazione tra chi si vuole bene riportata alla realtà.      

La luce come la pubblicità entra in casa e non te ne accorgi se la segui.      

Quello che ho dentro arriva al confine oltre il male è come un airone che sta atter rando su di un letto di spine.      

Ci avevi sperato invece sono ancora qua tanto quanto ci sei già.      

Percorre le nostre menti non ci dice di essere passata come quando mi hai sorriso senza saperlo.      

Se ti volti e vedi te stesso allora sei pazzo.      

L’albero respira quello che non ti ho voluto dire quando sei apparsa e lo hai detto.      

La liturgia dei tuoi pensieri mi saluta come il canto delle lucciole è guidato dall’espressione dei nostri occhi.      

Il rosso dell’alba che fagocita i nostri pensieri mi ha detto ciao come la tua immagine impressa nel suo iride.      

Assumo quello che sento e cogliamo nell’amalgama dei nostri sorrisi uniti da un colpo come il nostro.      

Gli spruzzi sono guidati dai nostri pensieri che si rivolgono a lei come tu esci dall’acqua colpendoci.      

Sono tronco perché tu non ti fai segare.      

Increspi le mie onde come il vento mi avvicina a te.      

La nullità dell’essere di tutte le anime che fingono di esserti superiore ma che si presentano in una stupidità dalle cui basi il mio essere ne trae spunto ma lo elimina sapendo che il sentimento non può essere superato dalla esaltazione del mio essere estasiato dalla presenza di Sabrina.      

Io non ci sto al discorso visto che qualcosa di rosso entra entra in un lembo del mio cervello e ne allarga i confini mentre faccio il discorso.      

Un lago ti introduce nel mio fiume che esce nel mare della speranza.      

Transita nei momenti in cui ci riconosciamo e va colta mentre sorridi.      

Risplenderai per sempre nei miei occhi illuminati dal riflesso sullo specchio di una luce che non morirà mai.      

La risposta cercala fra le nuvole che disegnano i contorni della mente.       

Cerca di alleggerire il pensiero prima di parlare come se una libellula muovesse i colori della tua mente ma se già lo fai parla più leggermente.      

Il dubbio che imperversava in me è esploso in un caleidoscopio esaltato dalla sua apparizione che ha lambito la mia tempesta.      

Perché parlarne perché pensarci non ne esco più grazie al fatto che ne sto scrivendo.       Mi hai detto no come il leone cerca di non ferire la libertà degli uomini che eppure gli si rivoltano contro.      

La tua lucentezza mi lascia stordito come il dubbio del perché non ricordo il tuo nome.       L’arido essere che delinea i contorni dell’esistenza di chi come me non comprende chi non prova sensazioni come questa si infuoca quando i tuoi occhi sorridono ma non dicono cosa pensi.      

Cerca di guardare oltre il confine e vedere che non c’è una fine.      

Hai sconquassato le leggi del mio pensiero esaltandone i lineamenti come fossero di un bambino.      

Quando ti ho visto la costellazione delle mie sensazioni si è illuminata come se il tuo pensiero avesse creato un altro sole.      

Mi ha spinto a parlarvi come la terra viene colpita dalla dolcezza di una stella cadente che lambisce senza colpire.      

Il bagliore si riflette grazie ai tuoi occhi che mi indicano la via.      

La libertà si esprime anche attraverso un attimo insieme come questo che può essere sancito da una sensazione vissuta corpo a corpo come la libertà di questa penna.       L’impero della solitudine viene sovrastato da una voce che mi ribalta l’anima come il tuo spontaneo movimento.      

Fammi entrare il tuo suono che umilia i pensieri bui riemersi con la follia ma capaci di colorarsi con la tua pazzia.      

Cavalchi i tuoi pensieri come un volo entra nei suoi pori uscendo dai tuoi occhi.      

Lo scoglio interrompe il volo delle mie vibrazioni increspando il mio sentimento.      

Il vuoto sarà riempito dal tuo-entrando in contatto le nostre mani si uniranno lottando contro chi non capisce che le nostre anime hanno bisogno-mai l’unghia trafiggerà quel sottile attimo che ci imbarazza-se qualcuno ti ferirà,ferirà anche me sovrastandolo con una rosa-uscirò dal tuo pensiero solo se lo vorrai e ci cureremo insieme della follia che avvolge il quotidiano-la libertà,la libertà ci amerà trasmettendola a chi ci sta intorno come un cane che ti da la zampa e tu sai già che voleva dartela ci riavvicineremo nei momenti bui esaltandoci in un’esplosione che giustifica la domanda sarà per sempre?.       Nei confini della solitudine c’è una speranza che percorre la mente di Alessia troppe volte stancata da chi non pensa a quei confini.      

Abbattiamo quel velo di omertà nel quale abbiamo posato la nostra spontaneità unendoci in volo senza oscurità.      

Le mie giornate si colorano con il tuo sorriso spontaneo che rimargina le mie istintive mani allucinate dal viaggio del tuo sguardo.      

Il sogno nascosto del dubbio pazzo della liberazione delle nostre anime.      

Ti ringrazio per avermi dato quella speranza che il dubbio pazzo possa risolversi con uno sguardo,come fai ad esistere?come un’emozione che si ripete trasportata dal tempo,Alessia si fa trasportare dal vento senza pensare troppo ed io ci penso al tuo vento che fuso col mio crea un vortice che include tutti e tutto compreso l’usignolo che mi dice va avanti come quando stiamo insieme e non mi chiedo cosa dovrei dire.      

Se sei entrato e stai leggendo non guardarti alle spalle ma cerca di ritornare scambiando queste righe per quello che la tua mente esprime.      

La tua assenza mi comprime fino a riportare in luce le sensazioni che avevi lasciato navigare nella mia mente seguendo una scia che arriva all’infinito.      

Il volo dei nostri riflessi mentali si materializza con la prenotazione del cammino del pazzo con la nostra banalità.       

Inerpicati nel sentiero che sventra i nostri dolori esaltandosi fino all’umiltà.      

Perché non cerchi di guardarti attorno e di capire che in fondo basta così poco per toccare l’anima volando sopra i tuoi pensieri oltre la realtà.      

La folgore che abbaglia il sorriso del nostro vagare attraverso lo specchio in cui si erge la nostra voglia di gridare illumina la timidezza di chi come loro non vola nella giungla della spontaneità.      

Vola,arriva,toccami forza che la sensazione non può toccarmi oltre l’energia che sprigiona l’unione dei nostri corpi che si uniscono in un volo che rasenta la pazzia dalla quale non riesci ad andare oltre se non fraintendendo queste righe.      

 

 

 2011

 

Andrea x Elisa Toffoli

 

Massimo Rispetto.

  SU  




 Se 

Una famosa  composizione di  Rudyard Kipling ( if )